Un tocco di Tropici a Procida: il Pesce Pappagallo e la "febbre" del Mediterraneo
Mirko Vista
Velista - Guida Sub
Immagina di immergerti a Punta Solchiaro a Procida o tra gli scogli di Ischia. L'acqua è limpida. Ti aspetti di vedere saraghi argentei, castagnole nere, magari qualche occhiata. Improvvisamente, ti passa davanti una macchia di colore psichedelico: rosso fuoco, giallo evidenziatore, viola e grigio.
Il primo pensiero è: "È scappato da un acquario tropicale".
E invece no. È il Pesce Pappagallo del Mediterraneo (Sparisoma cretense). Fino a vent'anni fa, vederlo a queste latitudini era un evento raro, quasi impossibile. Era un pesce che "parlava siciliano", confinato nelle acque calde di Lampedusa e del Canale di Sicilia. Oggi è diventato un abitante fisso delle nostre scogliere campane.
La sua presenza non è solo una gioia per gli occhi dei subacquei. È un termometro vivente. Ci sta dicendo, con i suoi colori sfacciati, che il Golfo di Napoli si sta scaldando.
1. Non chiamatelo Alieno (è solo un "terrone" climatico)
Dobbiamo fare una distinzione scientifica fondamentale tra Specie Aliene e Meridionalizzazione.
- Il Granchio Blu è un alieno: viene dall'Atlantico, non c'entra nulla con noi.
- Il Pesce Pappagallo, invece, è una specie nativa del Mediterraneo (o meglio, dell'Atlantico orientale e Mediterraneo meridionale). È sempre stato qui, ma restava al Sud perché l'acqua al Nord era troppo fredda per riprodursi.
Con l'aumento delle temperature medie del mare (la famosa "tropicalizzazione"), l'isoterma che limita la sua espansione si è spostato verso nord. Ora il Pesce Pappagallo trova a Ischia e Procida le condizioni che prima trovava solo a Pantelleria. Non è un invasore, è un profugo climatico di successo.
2. Maschio o Femmina? Il mondo alla rovescia
Durante i nostri workshop di Citizen Science, insegniamo a riconoscerlo subito. Ma c'è un trucco: maschi e femmine sembrano due specie diverse (dimorfismo sessuale).
In natura, di solito, il maschio è quello colorato e vanitoso (pensa al pavone o al leone). Nel mondo del Pesce Pappagallo succede il contrario:
- La Femmina: È la star. Colore rosso acceso, con una "sella" grigia o gialla sul dorso e macchie gialle sugli occhi. È impossibile non vederla.
- Il Maschio: È molto più sobrio, di colore grigio-bruno, quasi mimetico con le rocce.
Curiosità biologica: nascono tutti femmine o indifferenziati. Alcuni, crescendo, diventano maschi primari. È una strategia evolutiva complessa che garantisce la sopravvivenza della specie.
3. Il "Becco" e il ruolo ecologico
Perché si chiama "Pappagallo"? Basta guardarlo in faccia. I suoi denti sono fusi insieme a formare una sorta di becco osseo molto robusto.
Se fate snorkeling in silenzio vicino alla costa, a volte potete sentire un rumore ritmico: Crack... Crack....
È lui che "pascola". Il Pesce Pappagallo usa quel becco per grattare via le alghe incrostanti dalle rocce (e a volte pezzi di coralligeno). È un erbivoro vorace.
Perché è importante monitorarlo?
Essendo un grande mangiatore di alghe, il suo arrivo massiccio potrebbe entrare in competizione con i nostri erbivori storici, come la Salpa (il pesce argentato che vediamo a banchi che mangia la posidonia). Capire se le due specie riescono a convivere o se una sta scacciando l'altra è una delle domande a cui la scienza sta cercando di rispondere.
4. Citizen Science: Segnala l'avvistamento
Vedere un Pesce Pappagallo a Procida non è più un miracolo, ma è comunque un dato prezioso. Monitorare la sua densità ci aiuta a capire quanto velocemente si sta spostando il "fronte caldo" del mare.
Quando uscite con l'Associazione Io Respiro Mare, tenete gli occhi aperti sulle scogliere poco profonde (tra 1 e 15 metri).
Se vedete la macchia rossa e gialla della femmina, segnatelo nel logbook di bordo: "Ore 11:30, Punta Pizzaco, 2 Femmine di Sparisoma cretense".
Stiamo mappando la nuova geografia del Mediterraneo. E a quanto pare, questa geografia è a colori.
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