Il mare non è una separazione: Salvatore Cimmino attraversa i Campi Flegrei
Mirko Vista
Velista - Guida Sub
Ci sono traversate che si misurano in chilometri. E poi ci sono quelle che, mentre le guardi, ti fanno pensare a tutto quello che c'è dietro.
Il 3 ottobre 2026 Salvatore Cimmino arriverà nei Campi Flegrei con una nuova tappa del suo progetto “A Nuoto nei Mari del Globo”.
Partirà da Acquamorta, a Monte di Procida, e attraverserà il mare intorno a Procida fino a raggiungere l'isola a nuoto.
La traversata, però, è solo una parte di questa storia. Perché questa tappa nasce prima ancora di entrare in acqua, da un incontro avvenuto qui, nel nostro territorio.
Nasce da Vela Latina Monte di Procida, da una realtà che da anni tiene vivo il rapporto con il mare attraverso la vela latina e la cultura marinara, e dall'incontro con Salvatore Cimmino in occasione della presentazione del suo libro “Disabilità controcorrente” al Piccolo Museo del Mare di Monte di Procida.
Da quella giornata è nata l'idea di portare nei Campi Flegrei una tappa di “A Nuoto nei Mari del Globo”.
Una storia che parte da Monte di Procida
Vela Latina Monte di Procida è una di quelle realtà che, per raccontare un territorio, non hanno bisogno di inventarsi niente.
Basta guardare quello che fanno. La vela latina, le barche tradizionali, la memoria dei pescatori, il rapporto quotidiano con il mare. Un lavoro fatto di persone e di passione, che prova a tenere insieme passato e presente senza trasformare la tradizione in qualcosa di fermo.
È dentro questa realtà che abbiamo incontrato Salvatore Cimmino.
La presentazione del suo libro al Piccolo Museo del Mare è stata l'occasione per conoscerci, parlare e capire che c'erano molti punti di contatto, anche se le nostre storie arrivavano da strade diverse.
Da una parte il mare vissuto attraverso la vela, la navigazione e il territorio. Dall'altra una persona che ha fatto del nuoto in mare uno strumento per raccontare la propria esperienza e portare l'attenzione su temi che riguardano tutti.
Così è nata la proposta di una tappa flegrea.
Non un evento arrivato da fuori e semplicemente ospitato qui, ma qualcosa che prende forma a partire dalle persone che questo territorio lo vivono davvero.
Ed è probabilmente questa la cosa che ci piace di più.
Salvatore e il cambiamento
La storia di Salvatore Cimmino parte da un cambiamento che ha modificato profondamente la sua vita.
Da quel momento ha dovuto trovare un modo diverso per stare nel mondo, per muoversi, per affrontare le cose. Il nuoto è diventato una parte importante di questo percorso e, negli anni, le sue traversate hanno assunto un significato che va ben oltre lo sport.
Con “A Nuoto nei Mari del Globo” Salvatore porta infatti con sé temi come accessibilità, diritti e inclusione.
La disabilità, nel suo percorso, non è qualcosa da mettere in vetrina. È il punto da cui partire per parlare di come sono costruiti i luoghi che abitiamo e di quanto siano realmente accessibili alle persone.
Una scuola. Un marciapiede. Un mezzo pubblico. Un servizio.
Cose che per molti di noi fanno semplicemente parte della giornata e che, per qualcun altro, possono diventare un ostacolo.
È anche per questo che questa storia ha trovato nei Campi Flegrei un terreno naturale.
Un territorio che cambia
I Campi Flegrei sanno cosa significa vivere dentro un territorio che cambia.
Il bradisismo e gli eventi sismici degli ultimi anni hanno riportato questa realtà dentro la quotidianità di tutti. Ci sono case da controllare, scuole che devono fare i conti con nuove difficoltà, strade e collegamenti da riorganizzare. E ci sono famiglie che, da un giorno all'altro, si trovano a dover ripensare abitudini che sembravano scontate.
In una situazione del genere, chi vive già una condizione di disabilità può trovarsi davanti a difficoltà ulteriori.
Una scuola temporaneamente spostata, un percorso più lungo, un edificio non accessibile o un collegamento che viene modificato possono sembrare problemi organizzativi. Per uno studente con disabilità possono invece incidere direttamente sulla possibilità di frequentare la scuola e di partecipare alla vita della propria comunità.
Il punto di contatto con la storia di Salvatore non è quindi la difficoltà in sé. Sono due situazioni diverse e non avrebbe senso metterle sullo stesso piano.
Il punto è un altro: come reagiamo quando qualcosa cambia?
Salvatore ha dovuto trovare nuovi equilibri dopo un cambiamento radicale della propria vita. I Campi Flegrei stanno affrontando, come territorio, un cambiamento che riguarda tutti noi.
Per i ragazzi può diventare una domanda importante: come si può affrontare quello che cambia senza lasciare che siano le difficoltà a decidere per noi quale strada prendere?
Il diritto allo studio non può avere barriere
Per questo la tappa flegrea di “A Nuoto nei Mari del Globo” vuole coinvolgere in modo particolare le scuole e gli studenti con disabilità dei Campi Flegrei.
L'obiettivo non è raccontare la disabilità attraverso la compassione e nemmeno trasformare una traversata in uno spettacolo.
Vogliamo parlare di diritti, partecipazione e possibilità.
Del diritto di studiare, di muoversi, di frequentare i propri luoghi e di sentirsi parte della comunità in cui si vive.
La storia di Salvatore può essere un punto di partenza per portare questi temi nelle scuole e aprire un confronto con ragazze e ragazzi. Parlare di cambiamento, di inclusione, di ostacoli e anche della capacità di trovare soluzioni quando le condizioni cambiano.
Perché è soprattutto con le nuove generazioni che questi discorsi hanno senso.
Tre libri che si sono incontrati
Quella giornata al Piccolo Museo del Mare di Monte di Procida ha fatto incontrare anche tre libri, e con loro tre modi diversi di guardare il territorio.
“Disabilità controcorrente” di Salvatore Cimmino racconta un percorso personale che diventa anche un modo per parlare di disabilità, accessibilità e diritti.
“#Procidanondevemorire” di Ciro Bruno Linardo guarda invece a Procida, alla sua identità e al rapporto tra una comunità e il luogo in cui vive.
E poi c'è “Io Respiro Mare – Storia di un cambiamento”, il mio libro, che nasce dal rapporto con il mare e da tutto quello che questo rapporto ha finito per cambiare dentro di me.
Tre storie diverse, tre percorsi che non hanno la pretesa di raccontare la stessa cosa.
Eppure, quando ci siamo ritrovati intorno allo stesso tavolo, è venuto fuori un tema comune: il cambiamento.
Da qui nasce anche l'idea di portare il progetto nelle scuole, mettendo insieme libri, mare, territorio, ambiente e inclusione.
Un libro può raccontare una storia. Poi però quella storia può diventare una conversazione. E magari, per qualcuno, una domanda che prima non si era mai posto.
Il mare tra Monte di Procida e Procida
Il 3 ottobre Salvatore partirà da Acquamorta.
Davanti a lui ci sarà Procida.
La traversata si svilupperà intorno all'isola, accompagnata dalle unità di assistenza e dalla presenza di un tradizionale gozzo a vela latina.
L'arrivo a Procida è previsto indicativamente intorno alle 12:30, naturalmente compatibilmente con le condizioni del mare e con l'andamento della traversata.
Da una parte ci sarà Monte di Procida, pronto ad accompagnare la partenza. Dall'altra Procida, pronta ad accogliere Salvatore.
In mezzo, il mare.
È curioso pensare a quanto spesso sulle mappe il mare venga visto come qualcosa che separa. Qui è esattamente il contrario.
Da secoli questo tratto di mare mette in comunicazione le isole, i porti e le persone. È una strada, solo che invece dell'asfalto ha l'acqua.
Ed è forse questo uno dei significati più belli della traversata: partire da una comunità e arrivare in un'altra, usando il mare non come confine ma come collegamento.
Il mare non è una separazione. È un ponte.
Non è soltanto una traversata
Naturalmente c'è anche la parte sportiva, ed è difficile non rimanere colpiti da quello che Salvatore riesce a fare in mare.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi lì.
Una traversata può essere una prestazione sportiva e, allo stesso tempo, diventare l'occasione per parlare di altro.
Di una scuola. Di un diritto. Di una barriera che forse non avevamo mai notato. Di una persona che ha dovuto cambiare strada e ne ha trovata un'altra.
È questo che ci interessa portare nei Campi Flegrei.
Non una storia da guardare per qualche ora e poi dimenticare, ma un'occasione per incontrarsi e parlare.
Perché un cambiamento non significa necessariamente perdere qualcosa. A volte significa imparare a fare le cose in un modo diverso.
Il mare, da questo punto di vista, è un maestro abbastanza severo.
Non puoi chiedergli di stare fermo. Cambiano il vento, la corrente, le condizioni. E quando succede devi accorgertene, capire cosa sta succedendo e, se serve, cambiare rotta.
È una cosa che ritorna anche nelle pagine di Io Respiro Mare: il mare non come semplice scenario, ma come qualcosa dentro cui imparare a stare e attraverso cui guardare in modo diverso noi stessi e il territorio che abitiamo.
Da Monte di Procida a Procida
Il 3 ottobre saremo lì, insieme a Salvatore.
Partiremo da Monte di Procida e guarderemo Procida dall'altra parte del mare.
La distanza da attraversare sarà quella tra Acquamorta e l'isola, ma forse ce ne sarà anche un'altra, meno visibile.
Quella che separa una barriera da una possibilità.
Un problema da una soluzione.
Il modo in cui siamo abituati a guardare qualcosa e il modo in cui possiamo imparare a guardarla di nuovo.
Perché il mare non divide.
Se lo conosci davvero, ti accorgi che fa esattamente il contrario: mette in contatto.
E il 3 ottobre, da Monte di Procida a Procida, proveremo a ricordarcelo insieme.
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