Scyllarus Arctus
Scyllarus Arctus
Punti Chiave
- 🔹 In realtà gli adulti di magnosa hanno dimensioni decisamente più grandi rispetto a quelle dei più sviluppati esemplari di magnosella.
- 🔹 Ovviamente queste dimensioni fanno sì che i giovani di questa specie possano essere facilmente confusi con gli adulti di magnosella pigmea.
- 🔹 Il colore di base negli esemplari di questa specie è marrone rossiccio, spesso color ruggine, ma alcuni esemplari possono essere di colore marrone scuro.
CrostaCei scyllarus arctus (Linnaeus , 1758 ) Gli esemplari di questa specie, chiamata volgarmente magnosella, hanno dimensioni intermedie tra quelle della grossa magnosa (Scyllarides latus) e quelle della minuscola magnosella pigmea (Scyllarus pygmaeus). In realtà gli adulti di magnosa hanno dimensioni decisamente più grandi rispetto a quelle dei più sviluppati esemplari di magnosella. Dimensioni a parte, l’aspetto della magnosella è comunque vagamente simile a quello degli esemplari delle altre due specie, con dimensioni massime che possono superare però appena i 15 centimetri e con dimensioni medie che invece si aggirano tra i 6 ed i 10 centimetri. Ovviamente queste dimensioni fanno sì che i giovani di questa specie possano essere facilmente confusi con gli adulti di magnosella pigmea.
Il colore di base negli esemplari di questa specie è marrone rossiccio, spesso color ruggine, ma alcuni esemplari possono essere di colore marrone scuro. Negli esemplari più chiari si può osservare una macchia marrone più scuro al centro dei somiti addominali, soprattutto del primo, mentre negli altri somiti la macchia è diffusa o poco visibile. Le zampe appaiono gialline bandeggiate di bruno bluastro. Il carapace mostra tubercoli giallognoli o biancastri.
Dove si trova?
Il corpo della piccola magnosella non gli consente di nuotare attivamente, ma solo di spostarsi con le zampe sul fondo marino. Il corpo è relativamente appiattito e mostra antenne dal contorno anteriore dell’ultimo segmento lobato. Il carapace mostra 3 spine prima del solco cervicale. Pochi tubercoli sono presenti tra larghe aree lisce nella zona compresa tra l’area posteriore al rostro e la regione branchiale. Il dorso dell’addome non mostra una cresta mediana tagliente. I somiti addominali, dal secondo al quinto, mostrano al centro una figura lobata e allungata. La loro parte esterna dorsale mostra una struttura ramificata di strette scanalature.
Il primo somite mostra una scanalatura trasversale completa. Dietro di essa vi sono tante piccole e brevi scanalature longitudinali, talvolta collegate tra loro con scanalature trasversali, talvolta molto irregolari. La metà posteriore del primo somite è di uguale lunghezza per tutta la sua larghezza e non risulta più lunga al centro rispetto ai lati. Nel secondo e fino al sesto somite, la parte liscia di somite anteriore, circa la metà, o meglio la parte che viene coperta dal somite che la precede quando l’addome è disteso, non mostra su entrambi i lati nessuna scanalatura trasversale o peli. Il quarto segmento dell’antenna appiattita è vagamente a forma di foglia e mostra una carena singola mediana obliqua e il margine esterno ha meno denti (2) di quello interno (3-4). Il numero dei denti non comprende quello apicale. biologiamarina.org biologiamarina.org biologiamarina.org
Ciclo Vitale
Nel mezzo della parte toracica anteriore dello sterno vi è una sorta di incisione ad V. Sull’ultimo sternite dello sterno toracico si trova un tubercolo smussato e basso e appiattito nella sua parte posteriore. I peli sono invece assenti dall’ultimo articolo (dattilo) delle zampe. Le magnoselle vivono a diverse profondità, generalmente dalla superficie (4-5 metri) sino a circa 50 metri. Si possono trovare sia in fondali rocciosi che fangosi e anche tra le piante della prateria di posidonia o di altre fanerogame marine. Come per la magnosella pigmea, non esiste di fatto una ricerca di questa magnosella a scopo alimentare e se viene catturata, comunque quasi sempre in pochi esemplari, è spesso solo accidentalmente, durante le attività di piccola pesca costiera. Non si conosce molto sulla riproduzione di questa specie ma le femmine trasportano le uova sotto il loro addome nel periodo compreso tra febbraio ed aprile.
La distribuzione atlantica di questo piccolo crostaceo è relativa alle coste del Marocco e del Sahara Occidentale e alle isole antistanti la costa africana: Azzorre , Madeira e Canarie. Più a nord la specie si ritrova anche in Portogallo, Spagna e Francia (Golfo di Biscaglia) e Gran Bretagna (rara e nel Canale della Manica, mentre sembrerebbe rarissima lungo le altre coste, ma si tratta di dati da verificare). Nel Mediterraneo si trova con una certa continuità e, anche se rara, lungo tutte le coste. È segnalata in Libano, Turchia, Grecia, Paesi dell’ex Yugoslavia, Italia con Sardegna e Sicilia, Albania, Cipro, Malta, Francia e Corsica, Spagna e Baleari, Israele, Palestina, Siria, Gibilterra. La specie sembrerebbe segnalata anche in Egitto, Libia, Algeria, Marocco e Tunisia. Sembra segnalata anche nel Mar di Marmara.
Morfologia e Aspetto
Lo stato di questa specie viene considerato dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura come poco preoccupante. Nonostante ciò si tratta sempre di una specie poco comune. La ragione è anche quella che non sembra subire attacchi diretti dall’uomo, ma patisce tuttavia la distruzione degli habitat e le catture accidentali. Questa specie, come quasi tutti i crostacei, può essere mangiata ma non ha nessun valore commerciale e pertanto è solo vittima di catture accidentali dei pescatori che la catturano con varie specie di reti. L’interesse dei pescatori è praticamente nullo anche perché le catture sono veramente ridotte ad ogni calata. In alcune zone del mondo ed in alcuni periodi la specie è stata oggetto di prelievo diretto sui fondali da parte di subacquei con bombole, ma oggi ovviamente tale prelievo con uso di apparecchi di respirazione è illegale. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, in alcune regioni sono stati effettuati forti prelievi di questi crostacei, ma la specie sembra abbia sopportato bene, pur calando nel numero di esemplari, per via di un elevata fecondità e capacità riproduttiva. Al contrario, lungo le coste spagnole, il forte prelievo di piccole magnoselle (comprese le pigmee) sembrerebbe aver reso la specie molto rara.
Lungo le coste libanesi invece la magnosella sembra molto abbondante. Nelle azioni di tutela deve esservi certamente il divieto di azioni di pesca eccessive e il controllo e la salvaguardia degli habitat dove vive la piccola magnosella. La magnosella è molto simile alla magnosa (Scyllarides latus), ma le sue dimensioni sono di molto inferiori. Per distinguere gli esemplari delle due specie si può ricorrere all’osservazione delle antenne allargate, il cui margine appare liscio nella magnosa e con lobi leggeri ma visibili nella magnosella. Le forme giovanili della magnosella potrebbero essere confuse con la magnosella pigmea, ma quest’ultima mostra spesso una livrea dai colori accesi, come il rosa rosso. Purtroppo il fatto che la magnosella abiti le stesse zone e gli stessi fondali della magnosella pigmea rende necessario definire una sorta di chiave per la determinazione: I primi tergiti (parti dorsali dei somiti addominali) nella magnosella pigmea mostrano una scanalatura trasversale con peli, a differenza di quelli della magnosella che ne sono privi; Nella magnosella esiste un tubercolo compresso al centro dell’ultimo sternite (parte ventrale del somite) toracico, mentre nella magnosella pigmea il tubercolo è conico; la parte scolpita posteriore del primo somite addominale nella magnosella è estesa su tutto il somite, mentre nella magnosella pigmea la parte scolpita appare più ampia al centro rispetto ai bordi. La magnosella sul secondo sternite addominale ha una punta rivolta in avanti, mentre nella magnosella pigmea la punta è rivolta all’indietro.
volume: Holthuis, LB 1991. FAO Specie Catalogo. Vol. 13. aragoste marine di tutto il mondo. Un catalogo ragionato e illustrato delle specie di interesse per la pesca conosciute fino ad oggi. FAO Pesce. Synop. 125 (13): 292P. Roma: FAO. tratto dal seguente volume: Holthuis, LB 1991. FAO Specie Catalogo. Vol. 13. aragoste marine di tutto il mondo. Un catalogo ragionato e illustrato delle specie di interesse per la pesca conosciute fino ad oggi. FAO Pesce. Synop. 125 (13): 292P. Roma: FAO.
Soprattutto nelle giovani magnoselle si osserva una striscia rossa sulla superficie dorsale a livello della giunzione tra il carapace e l’addome che manca nella magnosella pigmea. Negli esemplari adulti ci possono essere tre strisce rosse sul dorso a livello addominale, che qualche volta in mare appaiono azzurre. Inoltre, a differenza delle magnoselle, le magnoselle pigmeo tendono a tenere le antenne ripiegate verso il basso quasi perpendicolari con il fondale e possono mostrare il dorso dell’addome con disegni sinuosi. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.
🧬Classificazione
Nome Comune
Scyllarus Arctus
Nome Scientifico
Scyllarus Arctus
Categoria ASPIM
crostacei
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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