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Scyllarus Pygmaeus

Scyllarus Pygmaeus

Scyllarus Pygmaeus
crostacei

Punti Chiave

  • 🔹 Forse questa è stata per lei una fortuna perché, con i suoi 5-6 centimetri al massimo di lunghezza, non è mai diventata una specie ittica di pregio.
  • 🔹 In realtà quelle indicate sono le maggiori dimensioni, mentre quelle medie sono invece ancora minori, circa 3-4 centimetri.
  • 🔹 Le zampe appaiono spesso bandeggiate (rosse a bande bianche).

CrostaCei scyllarus pygmaeus (Bate, 1888) È la specie di minori dimensioni appartenente alla famiglia Scyllaridae che vive nel Mediterraneo e nell’Atlantico ed è estremamente piccola tanto da meritarsi il nome di magnosella pigmea. Forse questa è stata per lei una fortuna perché, con i suoi 5-6 centimetri al massimo di lunghezza, non è mai diventata una specie ittica di pregio. In realtà quelle indicate sono le maggiori dimensioni, mentre quelle medie sono invece ancora minori, circa 3-4 centimetri. Le osservazioni relative agli esemplari di questa specie per molto tempo hanno confuso gli studiosi, lasciando loro il dubbio che si trattasse di immaturi di altre specie appartenenti alla famiglia Scyllaridae.

Fu solo nel 1888 che Charles Spence Bate classificò la nuova specie, pescata alle Isole Canarie, come Arctus pygmaeus (l’attuale Scyllarus pygmaeus), anche se poi descrisse esemplari provenienti dalle Isole di Capo Verde come Arctus immaturus. In seguito fu Luis Bouvier che nel 1915 descrisse il materiale di Capo Verde come individui immaturi di Arctus pygmaeus e, come primo revisore, mantenne il nome dato agli individui adulti da Bate e non il secondo nome A. immaturus. Mentre Bate fu il primo a dare un nome all’animale adulto, tre anni prima, nel 1885, Sarado descrisse la forma immatura di Scyllarus pygmaeus nel lavoro: “Étude sur les crustacés de Nice”.

Dove si trova?

La livrea del piccolo crostaceo è generalmente bruno chiaro o marrone giallognolo o anche, frequentemente, rosato-rossastro, con due macchie più scure costituite da tegumento peloso nella regione sub mediana dorsale del primo somite addominale. Le altre macchie della livrea sono piuttosto irregolari e possono essere anche più chiare del colore di base o formare linee o bande arancioni, rosa o bianche e talvolta anche nerastre. Le zampe appaiono spesso bandeggiate (rosse a bande bianche). Una particolarità frequente di questo animale è la tendenza a mantenere le antenne in una posizione fortemente inclinata verso il basso (quasi perpendicolari al fondale). Questa caratteristica fa apparire la piccola magnosella quasi tronca ed il suo muso sembra costì accorciato (camuso). Il piccolo carapace mostra tre spine in corrispondenza della linea mediana prima del solco cervicale. Pochi tubercoli sono presenti tra larghe aree lisce nella zona compresa tra l’area posteriore al rostro e la regione branchiale. Sulla loro parte dorsale, i somiti addominali, dal secondo al quinto, mostrano al centro una figura lobata e allungata. La loro parte esterna mostra una struttura ramificata di strette scanalature, con una di esse sviluppata più o meno nella parte centrale. Il primo somite mostra una scanalatura trasversale completa.

Dietro di essa vi sono tante piccole e brevi scanalature longitudinali, talvolta collegate tra loro con scanalature trasversali, talvolta molto irregolari. Probabile esemplare di magnosella pigmea. biologiamarina.org Probabile esemplare di magnosella pigmea. biologiamarina.org Nel secondo e fino al sesto somite, la parte liscia dorsale di somite anteriore, circa la metà, o meglio la parte che viene coperta dal somite che la precede quando l’addome è disteso, mostra su entrambi i lati una breve scanalatura trasversale in cui si trovano peli. I peli sono invece assenti dall’ultimo articolo (dattilo) delle zampe. Il quarto segmento a forma di foglia dell’antenna appiattita mostra una carena singola mediana e il margine esterno ha meno denti (2) di quello interno (3-4). Il numero dei denti non comprende quello apicale. Nel mezzo della parte toracica anteriore dello sterno vi è una sorta di incisione ad U. Sull’ultimo sternite dello sterno toracico si trova un tubercolo conico.

volume: Holthuis, LB 1991. FAO Specie Catalogo. Vol. 13. aragoste marine di tutto il mondo. Un catalogo ragionato e illustrato delle specie di interesse per la pesca conosciute fino ad oggi. FAO Pesce. Synop. 125 (13): 292P. Roma: FAO. tratto dal seguente volume: Holthuis, LB 1991. FAO Specie Catalogo. Vol. 13. aragoste marine di tutto il mondo. Un catalogo ragionato e illustrato delle specie di interesse per la pesca conosciute fino ad oggi. FAO Pesce. Synop. 125 (13): 292P. Roma: FAO.

Morfologia e Aspetto

Questa specie, prevalentemente notturna, vive su substrati rocciosi e su pareti con coralligeno, ma anche su substrati detritici e parzialmente sabbiosi. La magnosella pigmea è stata osservata anche nelle praterie di Posidonia oceanica o negli appezzamenti a Caulerpa prolifera. La profondità dei fondali che abita è compresa tra i 5-10 metri ed i 100 metri. Sulle modalità di accoppiamento e in generale sui meccanismi riproduttivi di questa specie, abbastanza difficile da osservare perché piccola e mimetica, non si sa molto. Sono però state osservate femmine con uova nei mesi estivi, indicativamente tra i mesi di luglio e di agosto. La distribuzione atlantica di questo piccolo crostaceo è relativa alle coste del Marocco e alle isole antistanti la costa africana: Tra esse quelle di Capo verde, Madeira e le Canarie. Più a nord la specie si ritrova probabilmente in Portogallo. Sembrerebbe segnalata anche lungo le coste del Sahara Occidentale Nel Mediterraneo si trova lungo le coste di Libano, Turchia, Grecia, Paesi dell’ex Yugoslavia, Italia con Sardegna e Sicilia, Albania, Cipro, Malta, Francia e Corsica, Spagna e Baleari, Israele, Palestina e Gibilterra. La specie sembrerebbe segnalata anche in Egitto, Libia, Algeria e Tunisia. Sembra segnalata anche nel Mar Nero. Lo stato di questa specie viene considerato dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura come poco preoccupante.

La ragione è anche quella che non sembra subire attacchi diretti dall’uomo, ma patisce la distruzione degli habitat e le catture accidentali. In Spagna i pescatori tendono a ricacciare in acqua le piccole magnoselle pigmeo, con la convinzione che si tratti di giovanili di magnosella (Scyllarus arctus) che potrebbero ancora crescere. In alcune zone, anche se non costituisce la cattura primaria della pesca a strascico, sembra essere comunque catturata. È il caso della Sardegna, dove piccole magnose vengono catturate e vendute sui mercati, ma non si è certi della loro determinazione e potrebbe trattarsi di giovanili di magnosella. In effetti non vi è modo di censire gli esemplari di questa specie presenti nel loro areale e proprio per questo si presume che possano essere abbondanti. L’unico caso documentato di declino certo di questa specie è stato registrato a Cabo de Creus in Spagna dove la specie è stata prelevata da pescatori ed è diventata estremamente rara. Questa specie è già stata indicata come specie da proteggere nella Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale (Convenzione di Berna). Le dimensioni potrebbero fare pensare che si tratti di una forma giovanile della magnosella. Il colore rosa rosso tipico della gran parte degli esemplari sembrerebbe aiutare nella determinazione. Questa magnosa piccolissima ha poi il “muso” un po’ schiacciato, perché tiene le antenne molto piegate, e quindi appare abbastanza particolare, ma il fatto che abiti le stesse zone e gli stessi fondali della magnossella rende necessario definire una sorta di chiave per la determinazione.

Le caratteristiche di Scyllarus pygmaeus sono le seguenti: I primi tergiti (parte dorsale dei somiti) addominali mostrano una scanalatura con peli; Nella magnosella pigmea esiste un tubercolo conico al centro dell’ultimo sternite (parte ventrale di un somite) toracico, mentre nella magnosella il tubercolo è compresso; la parte scolpita posteriore del primo somite addominale appare più ampia al centro rispetto ai bordi mentre nella magnosella è estesa su tutto il somite; La magnosella sul secondo sternite addominale ha una punta rivolta in avanti, mentre in Scyllarus pygmaeus la punta è rivolta all’indietro. Soprattutto nelle giovani magnoselle si osserva una striscia rossa sulla superficie dorsale a livello della giunzione tra il carapace e l’addome che manca nella magnosella pigmea.

Inoltre, come già indicato, le magnoselle pigmeo tendono a tenere le antenne ripiegate verso il basso e possono mostrare il dorso dell’addome con disegni sinuosi. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.

🧬Classificazione

Nome Comune

Scyllarus Pygmaeus

Nome Scientifico

Scyllarus Pygmaeus

Categoria ASPIM

crostacei

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

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