Centrostephanus Longispinus
Centrostephanus Longispinus
Descrizione
Il Centrostephanus longispinus è un elegante echinoderma appartenente alla famiglia dei Diadematidae, immediatamente riconoscibile per i suoi aculei eccezionalmente lunghi e sottili. Il dermascheletro di questo riccio è relativamente piccolo, con un diametro che solitamente non supera i quattro o cinque centimetri, caratterizzato da una simmetria pentaraggiata e tubercoli ben visibili su cui si articolano le spine. Gli aculei principali possono raggiungere una lunghezza di quasi 20 centimetri e presentano spesso una suggestiva colorazione a bande alternate bianche, nere, violacee o rossicce, sebbene esistano esemplari con colorazione scura uniforme.
Dal punto di vista tassonomico, la specie è suddivisa in due sottospecie principali: Centrostephanus longispinus longispinus, diffusa lungo le coste dell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo, e Centrostephanus longispinus rubricingulus, presente nell'Atlantico occidentale. Studi storici condotti da Mortenson e successivamente da Fell hanno evidenziato la stretta correlazione tra queste popolazioni e altre specie simili del Pacifico, come il Centrostephanus besnardi, sottolineando la complessità della loro classificazione basata sulla disposizione dei tubercoli ambulacrali.
Biologia ed Ecologia
Una delle caratteristiche più affascinanti di questo riccio è la presenza di cellule simili a cromatofori epiteliali contenenti pigmenti sensibili alla luce. Questa particolarità permette all'animale di mutare colore in base all'illuminazione, passando da una tonalità marrone-grigiastra diurna a un nero profondo durante la notte. Il Centrostephanus longispinus ha abitudini prevalentemente sciafile e sedentarie: durante il giorno rimane nascosto all'interno di fessure rocciose, lasciando spuntare solo le lunghe spine come barriera difensiva.
Durante la notte, il riccio si muove con relativa velocità per esplorare il substrato circostante entro un raggio di circa un metro dal suo rifugio. Per alimentarsi utilizza la lanterna di Aristotele, una complessa struttura boccale formata da cinque placche calcaree, con la quale raschia le alghe calcaree (specialmente le alghe rosse) e i piccoli organismi associati. Sebbene si ipotizzi che le spine possano essere velenifere, come in specie affini, la loro funzione principale resta quella di difesa meccanica contro i predatori e di ausilio alla deambulazione sui fondali impervi.
La riproduzione avviene probabilmente attraverso una fase larvale planctonica, essenziale per la dispersione della specie data la limitata mobilità degli adulti. Lo sviluppo delle larve e il successo della fecondazione dipendono fortemente dalla densità delle colonie e dalle condizioni chimico-fisiche del substrato, con una crescita dei giovani esemplari che risulta molto rapida fino al raggiungimento dei due centimetri di diametro.
Habitat e Distribuzione
Il Centrostephanus longispinus predilige i substrati rocciosi legati alla biocenosi coralligena, ma può essere rinvenuto anche su fondali detritici, scogli isolati e, occasionalmente, nelle praterie di Posidonia oceanica. È considerata una specie estremamente stenotermica, ovvero capace di tollerare solo un intervallo ristretto di temperature, idealmente compreso tra i 12°C e i 18°C. Questa sensibilità termica ne influenza la distribuzione batimetrica:
- Profondità comune: tra i 25-30 metri e i 150 metri.
- Profondità massima: segnalata fino a circa 250 metri.
- Distribuzione geografica: Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico (dalle coste americane fino al Golfo di Guinea).
Sebbene in passato fosse considerato raro nel Mediterraneo nord-occidentale, osservazioni recenti suggeriscono che la specie sia frequente ovunque le condizioni termiche siano stabili, specialmente al di sotto del termoclino o in zone interessate da correnti profonde risalenti.
Predazione e Difesa
Nonostante la protezione offerta dai lunghi aculei, il Centrostephanus longispinus può cadere vittima di predatori specializzati. Le principali minacce biologiche includono:
- Marthasterias glacialis: la stella marina spinosa maggiore.
- Molluschi gasteropodi: grandi predatori appartenenti al genere Charonia.
- Pesci balestra: dotati di un apparato boccale robusto in grado di superare la barriera di spine.
In generale, la predazione su questa specie appare limitata rispetto ad altri ricci di mare, poiché il corpo piccolo e le spine estremamente lunghe e insidiose rendono l'animale una preda meno appetibile e più difficile da gestire per molti predatori marini.
🧬Classificazione
Nome Comune
Centrostephanus Longispinus
Nome Scientifico
Centrostephanus Longispinus
Categoria ASPIM
echinodermi
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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