Cystoseira Barbata
Cystoseira Barbata
Punti Chiave
- 🔹 Quest’alga mostra un tallo eretto che solitamente misura circa mezzo metro di lunghezza.
- 🔹 Eccezionalmente, però, la lunghezza può sfiorare il metro e superarlo (130 centimetri).
- 🔹 Il suo colore è tipicamente marrone o verde senza iridescenze.
Quest’alga mostra un tallo eretto che solitamente misura circa mezzo metro di lunghezza. Eccezionalmente, però, la lunghezza può sfiorare il metro e superarlo (130 centimetri). Si tratta di una specie relitta, diffusa nel Terziario e poi successivamente regredita, che ha continuato a prosperare solo in zone idonee alla sua sopravvivenza. Il suo colore è tipicamente marrone o verde senza iridescenze.
Si incontra su fondali consistenti e rocciosi o su fondi di conchiglie, protetti dal forte moto ondoso ma ben esposti ai raggi solari. Dove è presente, è comune in superficie, lungo il litorale o all’interno di piscine naturali, sino a circa dieci metri di profondità, ma talvolta la si incontra sino ai 35 metri di profondità. Vegeta tra fine inverno e primavera ed è perennante. Alghe Cystoseira barbata (Stackhouse) (C.Agardh, 1820) sinonimo Cystoseira barbata f hoppei (C.Agardh) (Woronichin, 1908) regno piante
Nelle lagune si è sviluppata una particolare varietà natante e libera, Cystoseira barbata f. repens, con il tallo ricchissimo di aerocisti e senza definite polarità. Questa varietà si ritrova in corrispondenza di fondali sabbiosi e fangosi.
Ambiente Ideale
La principale minaccia per questa cistoseira è rappresentata dall’alterazione degli ambienti lagunari nei quali si sviluppa. Può soffrire la competizione con specie invasive e alloctone, come Sargassum muticum, e in generale risente degli effetti dell’inquinamento e delle sedimentazioni massicce. Come molte altre cistoseira “costruisce habitat”, infatti durante la bella stagione le sue fronde vengono colonizzate da numerosi organismi epifiti. Il tallo di quest’alga non è a cespo ed è privo dei processi a forma di spina tipici di moltissime specie di cistoseira. Mostra un cauloide che si sviluppa a partire da un piccolo disco basale e che non possiede tofuli.
È cilindrico e liscio, unico o poco ramificato, e spesso curvato in modo irregolare. Il cauloide, lungo fino a 60 cm di lunghezza e con diametro di 3-5 mm, è generalmente più scuro che la fronda e mostra un apice prominente e liscio. I rami primari hanno ulteriori ramificazioni, sottili e filiformi, ricche di cripte pilifere, soprattutto nella varietà insularum, e di aerocisti, che possono essere disposte in gruppo o solitarie. Metodologico sull’elemento biologico MACROALGHE e sul calcolo dello stato ecologico secondo la metodologia CARLIT.
Durante gli anni questa specie perennante perde le ramificazioni, che lasciano sul cauloide monconi sviluppati, soprattutto nella varietà tophuloidea. Da essi si sviluppano numerosi rami avventizi, con sviluppo minore rispetto ai nuovi rami dell’anno. Sui rami terminali si sviluppano in gran numero i ricettacoli allungati, a forma di fuso e spesso mucronati, lunghi sino a 2 centimetri e con brevi pedicelli. Nel mondo Cystoseira barbata si trova nell’Oceano Indiano settentrionale e nel Mar Mediterraneo. Questo areale disgiunto è frutto della regressione che la specie ha subito dal Terziario ad oggi. La specie è segnalata in tutti i mari d’Italia. Anche nel Mediterraneo è segnalata un po’ ovunque, ad eccezione di Algeria e Marocco, ma è sempre piuttosto localizzata.
La confusione con Cystoseira barbatula fa comunque pensare che l’areale di questa specie necessiti di ulteriori controlli. In Italia la forma repens è segnalata nel Mar Tirreno centrale e meridionale, nel Mar Ionio e nel Mar Adriatico, presumibilmente dove si trovino fondi adatti alla sopravvivenza di questa varietà. La forma insularum nel Mar Adriatico (coste ex Jugoslavia) e nel Mar Tirreno centrale e la forma tophuloidea, nel Mar Adriatico, nel Mar Tirreno meridionale e nel Mar Ionio. Cystoseira barbata forma hoppi, nome scientifico riferito all’illustrazione modificata riportata sopra e contenuta in originale nel volume citato. Fonte immagini Immagine modificata dal volume di pubblico dominio: “Le Cystoseirae del Golfo di Napoli” di Valiante Raffaello (1883). Estratto dalla Biblioteca Digitale del Real Jardin Botanico de Madrid (Consejo Superior de Investigaciones Cientificas).
controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta. Cystoseira barbata, nome scientifico riferito all’illustrazione modificata riportata sopra e contenuta in originale nel volume citato. Fonte immagini Immagine modificata dal volume di pubblico dominio: “Le Cystoseirae del Golfo di Napoli” di Valiante Raffaello (1883). Estratto dalla Biblioteca Digitale del Real Jardin Botanico de Madrid (Consejo Superior de Investigaciones Cientificas).
🧬Classificazione
Nome Comune
Cystoseira Barbata
Nome Scientifico
Cystoseira Barbata
Categoria ASPIM
alghe
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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