Grampus Griseus
Grampus Griseus
Punti Chiave
- 🔹 Grampo è invece un nome che viene utilizzato in alcune zone anche per definire l’orca.
- 🔹 Questo cetaceo mostra una lunghezza compresa tra i circa 2,5 ed i 4 metri e può pesare da 400-500 chilogrammi, sino a circa 600 chilogrammi.
- 🔹 Pur essendo un animale appartenente alla famiglia dei delfinidi, il suo capo non mostra rostro, o quest’ultimo è appena accennato.
mammiferi Grampus griseus (G. Cuvier, 1812) Il grampo viene anche chiamato volgarmente delfino di Risso in onore di Antoine Risso, sulla descrizione del quale Georges Cuvier classificò la specie. Grampo è invece un nome che viene utilizzato in alcune zone anche per definire l’orca. Questo cetaceo mostra una lunghezza compresa tra i circa 2,5 ed i 4 metri e può pesare da 400-500 chilogrammi, sino a circa 600 chilogrammi. Pur essendo un animale appartenente alla famiglia dei delfinidi, il suo capo non mostra rostro, o quest’ultimo è appena accennato. La zona frontale appare emisferica, arrotondata, ma non bulbosa come nei globicefali.
In mezzo al muso si può osservare una depressione che corre dalla bocca alla fronte, un solco verticale a forma di V che si apre, ma non troppo, verso l’alto. La bocca è appena sporgente, mostrando l’accenno di rostro, e la mascella superiore sporge appena più avanti di quella inferiore. All’interno della bocca, questi cetacei non hanno denti, ad eccezione di (2)4-7 coppie di denti posizionati nella parte anteriore della mascella inferiore.I grampi mostrano una pinna dorsale situata circa a metà del corpo. Questa appare piuttosto grande, abbastanza falcata e con base larga. È generalmente abbastanza appuntita all’apice, ma in alcuni esemplari appare relativamente arrotondata.
Morfologia e Aspetto
Anche le dimensioni possono variare e, soprattutto nei maschi, questa appare più grande e alta e anche inclinata leggermente in avanti. Le pinne pettorali sono relativamente lunghe, abbastanza sottili e appuntite all’apice. La pinna caudale è abbastanza larga, con poca incisura tra i due lobi e assottigliata agli estremi. Il dimorfismo sessuale, a parte il colore della livrea, con le femmine mediamente più scure, si osserva nella pinna dorsale, che è più grande nel maschio, il quale appare anche più “ingobbito”, e nelle dimensioni globali, che nel maschio sono leggermente maggiori. Si tratta di animali non troppo longevi, capaci di vivere da 20 a circa 35 anni. Esistono esemplari molto vecchi che hanno raggiunto i 40 anni. Sul dorso e sui fianchi i grampi adulti mostrano una livrea grigio chiaro o grigio ardesia ornata da numerosissime rigature e graffi, che in alcuni esemplari sono talmente fitti da dare ad alcune parti dell’animale una colorazione bianca, più marcata nella metà anteriore del corpo. Sono soprattutto gli animali anziani ad apparire più bianchi. Alla nascita, i grampi sono grigio molto chiaro e quando crescono, prima di diventare adulti, possono mostrare una livrea con diverse tonalità di grigio o anche bruna. I piccoli mostrano il ventre con un disegno color crema a forma di ancora che si sviluppa tra le pinne pettorali. Sul ventre gli animali adulti mostrano una colorazione bianca, che può salire appena sui bassi fianchi in corrispondenza dell’addome e nella zona anteriore alle pinne. La colorazione ventrale biancastra va dalla bocca sino alla base delle pinne pettorali. Qui si restringe e forma una “colonna” al centro del ventre, per poi allargarsi nuovamente in posizione addominale e restringersi ancora in posizione caudale.
Tra la gola e le pinne, in molti esemplari, la colorazione biancastra è irregolare e interrotta, per ripartire dalla base delle pinne con un disegno formato da due semicerchi uniti al centro del ventre e simili alla base di un’ancora. Questi animali condividono la colorazione ventrale con i globicefali che ne mostrano una simile. I Graffi sul corpo di questi animali sembrano provocati da interazioni con animali della stessa specie o con altri delfinidi, oppure con i calamari. È probabile anche che la totalità dei graffi sia provocata da interazioni con più organismi. Alle cicatrici allungate si devono aggiungere quelle provocate da altri animali che possono occasionalmente aggrapparsi ai grampi, come le lamprede o gli squali stampino i quali erodono e tagliano un frammento circolare di pelle. Anche infestazioni di parassiti (batteri o altri organismi marini) possono in qualche modo provocare alterazioni della pelle di questi mammiferi. Questi cetacei si muovono lenti e tranquilli in acqua, ma se si rende necessario possono nuotare abbastanza veloci, superando i 20 chilometri orari. Non sono neppure estremamente socievoli e non vanno incontro alle imbarcazioni come i tursiopi, ma comunque si lasciano avvicinare facilmente. In ogni caso, la loro indole giocosa permane e spesso li si può scorgere quando effettuano salti e movimenti della coda contro l’acqua, o impennate, con il corpo quasi completamente fuori dall’acqua, in avanti o all’indietro. Talvolta invece rimangono immobili per alcuni secondi, a testa in giù e con la coda fuori dall’acqua. Il grampo dovrebbe essere in grado di effettuare immersioni profonde anche se non si hanno dati effettivi sulle profondità raggiunte. Il fatto che si nutra di calamari potrebbe far pensare che si spinga talvolta molto in profondità.
Ciclo Vitale
Questo mammifero si riunisce di solito in piccoli gruppi, formati da tre, quattro o più membri; sino a 30-50 esemplari circa. Le aggregazioni possono però essere costituite anche da un centinaio di esemplari e, seppur molto raramente e temporaneamente, anche da un migliaio. I gruppi sono però spesso lassi perché i singoli esemplari di un gruppo si sparpagliano, specie quando sono alla ricerca di cibo, pur rimanendo relativamente vicini. Questa specie può formare anche gruppi misti con altri cetacei, in particolar modo con i globicefali e i tursiopi. Con questi ultimi si sono verificati anche accoppiamenti e si è registrata la nascita di esemplari ibridi. Ulteriori indagini su questa specie hanno portato a presumere che i gruppi costituiti dai grampi, che sono relativamente stabili, siano legati da parentele. La presenza caratteristica dei sottogruppi stabili si osserva soprattutto nei raggruppamenti costituiti da un gran numero di esemplari. Alcuni studi effettuati nel Mar Ligure a fine millennio (1999-2004) sembrerebbero contrastare in parte le osservazioni effettuate in altre aree del mondo, indicando che, per i gruppi di grampi di circa 30 individui che vivono nel Mediterraneo Nordoccidentale, non ci sono prove sufficienti per definire con certezza un legame genetico dei membri e si presume quindi una struttura sociale fluida. Durante gli studi sono stati incontrati gruppi con una quantità di membri variabile, dove esistevano per la gran parte deboli associazioni tra individui, ma anche relazioni costanti e continue, osservate per mesi e talvolta per anni. Gli habitat di questi cetacei sono costituiti da acque pelagiche relativamente profonde. Sono soliti muoversi in zone con fondali ricchi di canyon e montagne sottomarine, dove sembrano abbondare alcune specie di calamari, abituati a migrare la notte dai fondali profondi verso la superficie. I grampi si incontrano talvolta anche in acque profonde, relativamente a ridosso della costa, ma si osservano con maggior frequenza più al largo, poco oltre il limite della piattaforma continentale, dove i fondali sono ripidi e le profondità aumentano e si attestano tra i 300-400 metri e i 1.000 metri.
Sembrerebbe che questi cetacei abbiano abitudini differenti a seconda delle loro zone di origine. Così, in zone come il Golfo del Messico, i grampi sembrano prediligere fondali ripidi e più al largo, mentre nel Nord Atlantico Europeo sembrano preferire acque costiere, con fondali relativamente meno profondi. Nelle acque prossime a Gran Bretagna e Irlanda la maggior parte dei grampi si osserva a circa 10-12 chilometri dalla costa. I grampi prediligono acque temperate, subtropicali o tropicali, con temperature comprese tra i 15 e i 20 °C. Il limite minimo di temperatura delle acque marine sopportato da questa specie è circa 10°c, il limite massimo sfiora i 30°c. Durante l’estate alcuni esemplari sembrano spostarsi in acque più fresche. Questo di fatto non accerta che appartengano ad una specie migratoria e si suppone che questi spostamenti vengano effettuati per intercettare o seguire le prede. Alcuni ricercatori suppongono che gli spostamenti seguano di fatto un tracciato e uno schema precisi, ma ad oggi non esistono ulteriori conferme a questa teoria. Anche riguardo la riproduzione questa specie è stata poco studiata. Si ipotizza che raggiunga la maturità sessuale quando sia i maschi che le femmine hanno raggiunto la lunghezza di 2.5-2,8 metri. La maturità sessuale nelle femmine viene raggiunta di regola a circa 8-10 anni di età, mentre i maschi la raggiungono tardivamente, a circa 10-12 anni.
Da osservazioni effettuate nel Mar Mediterraneo, i grampi in questo mare si accoppiano probabilmente nel periodo autunnale. La gravidanza dura oltre l’anno (dai 13 ai 14 mesi), un periodo relativamente lungo per un animale di queste dimensioni. Il parto sembra avvenire in periodi diversi a seconda delle diverse aree geografiche. È nel Pacifico Occidentale (Mar del Giappone) e nell’Atlantico del Nord che i parti si hanno nel periodo compreso tra estate e autunno, mentre nel Pacifico Orientale (acque californiane) il periodo nel quale si hanno il maggior numero di parti risulta essere quello autunnale e invernale. Gli intervalli tra un parto e l’altro sono stimati per le femmine paria a 2,5 anni. I piccoli che alla nascita sono molto chiari, pesano 50 chilogrammi scarsi e sono lunghi tra il metro ed il metro e mezzo circa. Come è già stato osservato, si tratta di una specie che possiede una dentatura con pochi denti, solo in posizione anteriore. Questi però sono piuttosto appuntiti e abbastanza sviluppati e servono all’animale per azzannare le prede con buona probabilità di riuscita, costituite prevalentemente da sfuggenti e viscidi cefalopodi, da pesci, in minor parte e solo periodicamente, e da qualche crostaceo. Tra i cefalopodi, gran parte dei grampi, predilige i calamari di profondità, che vivono intorno o oltre i 200 metri di profondità, e i calamari pelagici.
Cacciano questi molluschi soprattutto durante le ore del crepuscolo o notturne, quando questi risalgono la colonna d’acqua. In molti luoghi sembrano infatti posizionarsi lungo le correnti marine ascensionali che, durante la notte, muovono dal fondo acque marine, trasportandole verso profondità minori insieme a molte prede. Sembrano esistere inoltre altre condizioni sfruttate da questi animali per procacciarsi il cibo. Ad esempio, in diverse aree costiere lungo il Canale della Manica, i grampi si avvicinano a terra stagionalmente per cacciare seppie comuni. Questi cetacei non sono soggetti a molti spiaggiamenti, tuttavia esiste un caso relativo ad alcuni spiaggiamenti in Giappone, causati però da una malattia provocata da un trematode parassita (gen. Nasitrema) che ha probabilmente attaccato il sistema nervoso di alcuni esemplari. In generale i grampi abitano tutti i mari e gli oceani del mondo, sino alle latitudini dove il mare risulta troppo freddo. Appaiono meno diffusi anche lungo la costa occidentale dell’Australia e lungo la costa occidentale dell’Africa.
Generalizzando si può dire che la specie non si trova oltre i 60° di latitudine nord e i 60° di latitudine sud. Nell’Emisfero Boreale questo cetaceo è stato osservato di frequente dal Golfo dell’Alaska all’Ecuador, lungo tutta la costa orientale degli Stati Uniti e nel Golfo del Messico, Lungo le coste britanniche e lungo la costa orientale del Giappone. Il grampo è diffuso anche nel Golfo Persico e nel Mar Rosso. È relativamente comune anche nel Mar Mediterraneo. Nell’Emisfero Australe sembra invece meno frequente, anche se presente in alcune aree come in Cile e Perù, Sudafrica, Madagascar, Seychelles, Australia e Nuova Zelanda. Gli estremi raggiunti sono rappresentati dalla Groenlandia Meridionale e dal Golfo dell’Alaska nell’Emisfero Boreale e dalla Terra del Fuoco nell’Emisfero Australe. Nel caso particolare del Mar Mediterraneo, i grampi che fanno parte della relativa sottopopolazione sembrerebbero più diffusi nel bacino occidentale. Questi si concentrano nell’Area Ligure-Corso-Provenzale, in acque, che in questa zona si trovano già relativamente vicino alla costa, con fondali profondi, ubicati in corrispondenza della piattaforma continentale. Secondo alcuni ricercatori questo habitat verrebbe utilizzato periodicamente dai grampi. Una situazione simile, con grampi che compaiono stagionalmente, si osserva anche nel Sud Tirreno, tra Ischia, Ustica e le Isole Eolie.
I grampi sono comunque più diffusi e osservati tutto l’anno nel Mare di Alboran ed alle Baleari. Alcune valutazioni hanno portato alcuni esperti a concludere che i grampi non siano cosi rari nel Bacino Orientale del Mediterraneo, ma solo che siano scarsamente segnalati. In ogni caso si trovano anche qui e sono stati osservati nel Mar Ionio e nel Mar Egeo. Alcuni Spiaggiamenti si sono poi verificati sia nell’Adriatico Settentrionale che lungo le coste israeliane. Anche nel caso di questa specie, le abitudini di mare aperto di molti gruppi rendono difficoltoso il conteggio degli esemplari e quindi la valutazione dell’intera popolazione mondiale. Esistono invece stime delle popolazioni locali di alcune zone e dati sulla loro fluttuazione stagionale. Riguardo ad esempio la costa occidentale statunitense, a fine millennio era stata stimata la presenza in quest’area di circa 16.000 grampi. Particolarmente interessante la situazione californiana dove i grampi in inverno aumentano di quasi dieci volte rispetto al numero che si registra in estate, pari a circa 4.000 esemplari. Sanctuary”, volume preparato dagli autori per National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), Channel Islands National Marine Sanctuary and NOAA, National Marine Fisheries Service - Autori del volume: Leatherwood, Stephen, Stewart, Brent Scott, Folkens, Pieter A – pubblicato da: National Marine Sanctuary Program - Santa Barbara, California nell’anno 1987. Estratto da collezione in rete: biodiversity; MBLWHOI; blc; americana.
Ambiente Ideale
Per la costa orientale degli Stati Uniti si parla di circa 20.000 esemplari. Altre stime parlano di circa 60.000 esemplari che vivono poco al di fuori della piattaforma continentale degli Stati Uniti e di circa 175.000 esemplari presenti in acque tropicali orientali del Pacifico. Circa 80.000 esemplari sarebbero invece concentrati nella parte occidentale del Pacifico, in aree situate al largo della costa occidentale del Giappone. Anche per il Mar Mediterraneo vale il principio che le stime quando esistono sono locali. Alcune indagini sono state effettuate in zone molto ristrette e quindi non sono indicative. Indagini effettuate attraverso sorvoli di zone marine come il Mare di Alboran o il Mar Ligure hanno dato risultati scarsi, indicando la scarsità di esemplari nel Mediterraneo. Da studi e considerazioni effettuate, la popolazione esistente nel Mediterraneo è ormai differenziata, almeno dal punto di vista genetico, dalla popolazione atlantica. Il flusso genico tra le due popolazioni dovrebbe essersi interrotto o al massimo appare ridottissimo, tanto da poter far considerare la popolazione mediterranea una sottopopolazione distinta. In ogni caso la situazione di questa specie in ambito mondiale viene definita dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come poco preoccupante. Per la sottopopolazione mediterranea, l’IUCN non si è espressa per mancanza di dati sufficienti a stimare lo stato della sottopopolazione. Questa specie è protetta come altri cetacei da numerosi accordi internazionali.
I principali sono l’accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, Mar Mediterraneo e della zona atlantica adiacente (ACCOBAMS), quello simile relativo alla conservazione dei piccoli cetacei del Mar Baltico, Atlantico nord-orientale, irlandese e nel Mare del Nord (ASCOBANS ), il memorandum d’intesa per la conservazione delle Manatee e piccoli cetacei dell’Africa Occidentale e Macaronesia e il protocollo d’intesa per la conservazione dei cetacei e dei loro habitat nelle isole del Pacifico. Sono state inoltre emanate numerose leggi a protezione di questo e di altri cetacei nelle diverse nazioni mondiali. Le minacce per questo cetaceo relativamente piccolo sono prevalentemente indirette. Il grampo può risentire dell’inquinamento acustico provocato dai forti suoni emessi dai sonar e dagli strumenti che usano tecnologia simile per indagare i fondali marini. Gli scarsi spiaggiamenti di esemplari di questa specie, qualche volta dovuti a malattie, fanno comunque pensare che quest’insidia non sia particolarmente pericolosa per la specie. Sembra però che spiaggiamenti lungo le coste britanniche, dove la specie è molto diffusa, possano essere correlati a problemi acustici. L’inquinamento agisce anche su questi cetacei che possono accumulare nei tessuti grandi quantità di sostanze chimiche tossiche. Ovviamente le sostanze hanno azioni fisiologiche che possono alterare ad esempio il ciclo riproduttivo. La pesca intensiva, soprattutto in acque atlantiche, di calamari, sottraendo fonti di cibo a tanti cetacei, grampi compresi, incide direttamente sullo stato di questi animali, quantomeno causandone la debilitazione. Occasionalmente i grampi finiscono aggrovigliati nelle reti o si alimentano con i bocconi dei palamiti. Questo tipo di incidenti sono soprattutto possibili nel Mediterraneo e si verificano prevalentemente in Spagna e Italia, dove la pesca costiera e di mare aperto è molto attiva.
Ancora oggi questi animali sono molto ricercati e catturati dai pescatori giapponesi, soprattutto nella zona e nella Baia di Taiji. Questi pescatori si concentrano su di un branco e lo sterminano. Le ultime catture e uccisioni sono recentissime e sembra che alcuni esemplari siano talvolta catturati e mantenuti vivi per utilizzarli in cattività. Infatti questi animali sono allevati e mantenuti con successo nei delfinari giapponesi e statunitensi, alla stregua di tursiopi e orche.
Il grampo è abbastanza inconfondibile perché quasi tutti gli individui mostrano striature evidenti sulla pelle. Inoltre ha un aspetto che lo rende piuttosto diverso dagli altri delfinidi. Si potrebbe confondere con lo zifio, ma una volta visto il muso gli esemplari delle due specie si distinguono facilmente. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.
🧬Classificazione
Nome Comune
Grampus Griseus
Nome Scientifico
Grampus Griseus
Categoria ASPIM
mammiferi
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
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