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Gymnogongrus Crenulatus

Gymnogongrus Crenulatus

Gymnogongrus Crenulatus
alghe

Punti Chiave

  • 🔹 Questa specie è stata descritta nel 1851 da Agardh, separandola da Gymnogongrus norvegicus, anche se, per aspetto, le due specie erano molto simili.
  • 🔹 Oggi alcuni autori propongono invece di considerare in sinonimia gli esemplari delle due specie Gymnogongrus norvegicus e Chondrus crispus.
  • 🔹 La separazione tra Gymnogongrus norvegicus e Gymnogongrus crenulatus appare in: “Species Genera et Ordines Algarum” di J.

Questa specie è stata descritta nel 1851 da Agardh, separandola da Gymnogongrus norvegicus, anche se, per aspetto, le due specie erano molto simili. Oggi alcuni autori propongono invece di considerare in sinonimia gli esemplari delle due specie Gymnogongrus norvegicus e Chondrus crispus. La separazione tra Gymnogongrus norvegicus e Gymnogongrus crenulatus appare in: “Species Genera et Ordines Algarum” di J. G. Agardh – Lundae Apud C. W. K.

– Gleerup – Lipsia 1851. Nelle liste di proposta redatte da esperti per l’inserimento di questa specie negli elenchi allegati al protocollo relativo all’Istituzione delle ASPIM, si può osservare come Gymnogongrus crenulatus sia considerato in sinonimia con Gymnogongrus norvegicus. Alghe gymnogongrus crenulatus (Turner) (J.Agardh, 1851) sinonimi gymnogongrus norvegicus (gunnerus) (J.Agardh, 1851) Fucus crenulatus (Turner, 1802) regno piante Chondrus norvegicus, nome scientifico riferito all’illustrazione modificata riportata sopra e contenuta in originale nel volume citato in basso. Il nome in antichi erbari appare come sinonimo di Gymnogongrus norvegicus. Britannica Or, A History of British Sea-weeds voll. 1- 4 - William Henry Harvey – London (1846 – 1851).

Ambiente Ideale

Per questo motivo la classificazione non appare chiarissima. Inoltre, in antichi erbari, si trovano materiali, sebbene riordinati in epoche recenti, che si riferiscono a Gymnogongrus norvegicus, che in questo caso appare in sinonimia anche con Chondrus norvegicus. I materiali (stampe e fogli d’erbario) che si riferiscono o ritraggono Gymnogongrus norvegicus o le specie in sinonimia, appaiono più simili a Gymnogongrus crenulatus che a Chondrus crispus, smentendo di fatto chi vorrebbe vedere in sinonimia Gymnogongrus norvegicus e Chondrus crispus. Questa specie mostra piccoli talli eretti, di 5–10 centimetri di altezza. Il colore va da rosso cupo al rosso mattone e la consistenza è rigida, cartilaginosa o cuoiosa. Il tallo rimane attaccato al substrato per mezzo di un piccolo disco di diametro di circa un centimetro. Da questo si erge dapprima un segmento cilindrico, che si appiattisce a formare una laminetta di larghezza pari a qualche millimetro (3-4). Dalla lamina principale si formano lamine complanari suddivise generalmente dicotomicamente o a formare tre nuovi segmenti. I segmenti mostrano margini lisci, talvolta un po’ ondulati, mentre i loro apici sono arrotondati e non spigolosi.

In sezione la medulla si mostra compatta, con cellule allungate a spesse pareti ialine, mentre il cortex appare costituito da diversi strati di cellule ovoidali o arrotondate, ricche di pigmenti. Questa specie mostra le parti riproduttive maschili raggruppate in strutture definite sori. Sulla superficie si osservano anche piccole escrescenze emisferiche (carpotetrasporoblasti), di qualche millimetro di diametro (1-2), che sono diverse sulle due facce delle lamine. Esse contengono catene di tetrasporangi prodotte dal gametofito femminile. Gymnogongrus crenulatus si incontra e cresce su rocce parzialmente insabbiate e coste rocciose molto vicine alla superficie del mare. Generalmente non cresce al di sotto di qualche decimetro di profondità, mentre può essere presente nella zona interessata dalle maree, dove può degradarsi parzialmente per esposizione all’aria. Predilige aree ombreggiate ma ben esposte al moto ondoso e può far parte dei popolamenti dove è presente o è preponderante Lythophillum byssoides. Si tratta comunque di una specie perennante che ama acque piuttosto fresche o fredde e quindi nel Mar mediterraneo si ritrova solo in pochissime zone particolari. Considerandola in sinonimia con Gymnogongrus norvegicus, questa specie è relativamente diffusa nelle coste atlantiche dell’area boreale, dalle Isole Britanniche e dalla Norvegia alle coste del Marocco.

Nel Mare Mediterraneo si tratta invece di una specie poco comune, tipica del Bacino Occidentale. È relativamente diffusa lungo le coste africane di Marocco, Algeria e Tunisia. La specie è segnalata anche lungo le coste spagnole e francesi.

Ancora da verificare, anche per la posizione anomala nel Mediterraneo Orientale, le segnalazioni relative a Turchia e Grecia. In Italia la specie è stata segnalata in Sicilia, nelle coste vicine a Palermo. La sua presenza è piuttosto frammentaria nel Mare Mediterraneo.

controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta. Sembra vivere in zone con acque più fresche, come il Golfo del Leone o le Coste Africane mediterranee che risentono dell’influsso atlantico. Ovviamente si tratta di una specie fragile e minacciata in generale da inquinamenti di vario genere e da alterazioni della temperatura dell’acqua di mare, sia derivanti da attività antropiche, sia causate dal riscaldamento delle acque marine provocato dall’effetto serra.

Gymnogongrus norvegicus, nome scientifico riferito all’illustrazione modificata, che ritrae materiale di erbario, riportata sopra e contenuta in originale nel volume citato in basso. Fonte immagini Alguier de frères Crouan, Université de Bourgogne – Pierre Louis Crouan (1798-1871) e Hippolyte-Marie Crouan (1802-1871).

🧬Classificazione

Nome Comune

Gymnogongrus Crenulatus

Nome Scientifico

Gymnogongrus Crenulatus

Categoria ASPIM

alghe

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

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