Io Respiro Mare
Sali a bordo
Torna al Protocollo ASPIM
alghe • Protocollo ASPIM

Laminaria Ochroleuca

Laminaria Ochroleuca

Laminaria Ochroleuca
alghe

Punti Chiave

  • 🔹 In generale, le piante all’asciutto mostrano talli molto lucidi.
  • 🔹 Una della particolarità di queste alghe è che possiedono un tallo che mostra un organizzazione evoluta.
  • 🔹 Infatti le sue cellule sono organizzate a formare quasi tessuti vegetali.

Questa laminaria mostra la lamina divisa in tanti grossi segmenti che dipartono da una sorta di “stelo” cilindrico e assottigliato in corrispondenza dell’inizio della lamina. Viene chiamata anche laminaria giallastra per il colore dei suoi talli, giallastri, appunto, soprattutto nel punto di partenza dei segmenti di lamina, e marrone chiaro o verdastri nelle altre parti. In generale, le piante all’asciutto mostrano talli molto lucidi. Una della particolarità di queste alghe è che possiedono un tallo che mostra un organizzazione evoluta. Infatti le sue cellule sono organizzate a formare quasi tessuti vegetali.

Nelle zone atlantiche, queste alghe si possono trovare nella fascia intertidale, e possono restare per qualche tempo fuori dall’acqua. Più comunemente, però, come anche nel Mediterraneo, crescono totalmente sott’acqua, sino a 20 metri di profondità. Laminaria ochroleuca può essere presente eccezionalmente a profondità di 25-30 metri. Sui fondali dove crescono queste laminarie, la corrente può “pettinare” le loro fronde, mantenendole orizzontali rispetto al gambo che appare invece eretto e in posizione verticale. ALGHE Laminaria ochroleuca (Bachelot de la Pylaie) regno piante famiglia Laminariaceae

Morfologia e Aspetto

Le dimensioni di quest’alga sono abbastanza variabili e nelle zone di marea appaiono ridotte. Nonostante si siano registrate dimensioni eccezionali di 4 metri di lunghezza, le dimensioni medie dei talli sommersi si mantengono tra il metro e il metro e mezzo di lunghezza. Laminaria ochroleuca mostra un apparato di ancoraggio al substrato molto voluminoso, con rizoidi carnosi e larghi. Da questo apparato si erge un gambo cilindrico e liscio, anche per assenza di specie epifite, che si assottiglia in alto vicino alla lamina. Il gambo e l’apparato di ancoraggio sono così robusti che possono sostenere il peso della fronda, sia sott’acqua che all’asciutto. Sui fondali, però, non tutti gli esemplari appaiono eretti e il loro gambo può essere più o meno inclinato. La fronda può essere molto grande ed è appiattita, con segmenti in numero variabile, generalmente compreso tra 4 e 20. Si tratta di un’alga perenne che nella stagione sfavorevole mantiene il gambo e l’apparato di ancoraggio al substrato, perdendo le fronde e rinnovandole nella bella stagione.

Questa laminaria è caratteristica di zone costiere caldo temperate atlantiche. Non disdegna però le acque oceaniche settentrionali di Francia, Spagna, Portogallo e del sud ovest delle isole britanniche. Particolare un report alle Isole Shetland, a nord della Scozia. E diffusa anche alla Azzorre e lungo la Costa Atlantica dell’Africa, dal Marocco al Sudafrica. Nel Mediterraneo è segnalata in Algeria e tra la Spagna e il Marocco (Mare di Alboran). In Italia una popolazione di questa specie è presente nello Stretto di Messina. Si tratta di un areale disgiunto dagli altri. Le caratteristiche delle alghe che ne fanno parte, che vivono tra 30 e 95 metri di profondità, sono particolari anche perché legate ad un’attività fotosintetica che deve essere comunque più efficiente, vista la profondità alla quale si sviluppa l’alga.

Ambiente Ideale

L’isolamento di queste piante dalle altre popolazioni si stima sia iniziato intorno ai due o tre milioni di anni fa ed ha coinvolto anche altri organismi, sia animali che vegetali, che fanno parte delle biocenosi marine dello Stretto di Messina, come le alghe Cystoseira usneoides e Saccorhiza polyschides, il crostaceo Pachylasma giganteum e il briozoo Errina aspera. Questa laminaria forma quindi piccoli habitat particolarmente interessanti per le specie che ospita, spesso poco comuni o rare. Tra le curiosità vi è quella che quest’alga ha numerose proprietà e contiene sia sostanze che agiscono come sedativi del sistema nervoso, sia composti che proteggono il DNA cellulare dai raggi UV e prevengono l’invecchiamento precoce. Questo, lungo le coste atlantiche, ne ha fatto l’oggetto di prelievo e commercio per produrre prodotti medici e cosmetici.

Le sue fronde possono vagamente somigliare a quelle di Saccorhiza polyschides, ma quest’ultima ha fronda più palmata, con molti più segmenti, e “fusto” appiattito e largo. Laminaria ochroleuca è inoltre giallastra e mostra uno spesso fusto cilindrico. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.

🧬Classificazione

Nome Comune

Laminaria Ochroleuca

Nome Scientifico

Laminaria Ochroleuca

Categoria ASPIM

alghe

Segnalazioni ASPIM

0 avvistamenti registrati

Stato di Protezione

Allegato II

Specie in pericolo

Segnala Avvistamento

Contribuendo al monitoraggio aiuti il Regno di Nettuno a diventare un'Area Specialmente Protetta (ASPIM).

Vuoi fare di più?

Diventa socio di Io Respiro Mare e partecipa alle missioni di ricerca sul campo.

Scopri come associarti