Parantipathes Larix
Parantipathes Larix
Punti Chiave
- 🔹 Lo scheletro mostra piccole spine ed è di un materiale corneo che conferisce elasticità.
- 🔹 Si tratta di Antipatina, costituita dallo stesso materiale (chitina del quale è costituita la cuticola degli insetti, una scleroproteina non fibrosa.
- 🔹 Lo scheletro appare ricoperto di un sottile strato di tessuto semitrasparente o biancastro, che può o meno far intravedere il colore dello scheletro stesso.
Questa specie particolare non mostra l’aspetto più o meno cespuglioso o a fronda che caratterizza altri coralli neri, ma una forma allungata e riccamente ramificata simile a quella di un grande scovolino o di una giovane conifera. Gli esemplari di questa specie di cnidario più che colonie possono essere considerati superorganismi, perché, come in molto altri coralli, tutti i polipi sono legati tra di loro da tessuto comune.I polipi di questo corallo hanno sei tentacoli ed è per questo che la specie fa parte del gruppo degli esacoralli. Lo scheletro mostra piccole spine ed è di un materiale corneo che conferisce elasticità. Si tratta di Antipatina, costituita dallo stesso materiale (chitina del quale è costituita la cuticola degli insetti, una scleroproteina non fibrosa.
Lo scheletro appare ricoperto di un sottile strato di tessuto semitrasparente o biancastro, che può o meno far intravedere il colore dello scheletro stesso. Dal tessuto si ergono numerosi polipi. Questo corallo, dalla forma molto aggraziata e piuttosto regolare, cresce generalmente sino a mezzo metro di altezza, ma può raggiungere dimensioni maggiori, superando il metro. Cnidari Parantipathes larix (Esper, 1788)
Morfologia e Aspetto
Gli esemplari di questa specie tendono a crescere aggregati, formando “foreste” sottomarine dall’aspetto vaporoso, molto vistose e appariscenti anche per via del colore bianco dei polipi. È il caso degli esemplari che crescono sui fondali dell’Isola di Montecristo, dove Parantipathes larix forma vere e proprie macchie sottomarine, con numerosissimi esemplari abbastanza appressati tra loro. Talvolta sui fondali si incontrano anche organismi solitari, specie in zone che hanno risentito degli impatti della pesca. La ramificazione di questi coralli è di tipo monopodiale, ossia si sviluppa da un unico asse, con pinnule semplici, lunghe al massimo intorno ai 6 centimetri. Qualche raro esemplare può essere scarsamente ramificato. In ogni caso, il fusto e gli eventuali rami mostrano moltissime pinnule disposte su linee (5 o ancora di più) e in gruppi che si alternano lungo l’asse. In realtà spesso le file di pinnule sono di più (circa 6) alla base della colonia e divengono meno (circa 4) man mano che ci si sposta verso l’apice. Lungo l’asse tutte le pinnule sono molto ravvicinate e alla loro estremità terminano in modo netto, quasi fossero troncate. In generale i polipi di questo corallo possono raggiungere i 2-3 mm di diametro. Il diametro della maggior parte di essi dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,2 millimetri. Il raggruppamento di alcuni antipatari, come questa specie, nella famiglia Schizopatidi è stata effettuata da Remarks e Roule nel 1905. Gli autori hanno proposto, proprio sulla base della dimensione dei polipi, questa suddivisione. Oggi sembrerebbero necessarie ulteriori considerazioni e studi per confermare questa distinzione. Lungo l’asse chitinoso si trovano molte estroflessioni spiniformi (spine) lisce, di forma triangolare e piuttosto compresse.
Hanno altezza di un decimo di millimetro. Mostrano una forma a corno se osservate lateralmente. I coralli neri hanno sessi distinti e solitamente è l’intero esemplare ad avere lo stesso sesso. Alcune fonti riportano però l’esistenza di specie ermafrodite. Parantipathes larix è una specie che si sviluppa su substrati duri, dove si fissa con la parte basale alle rocce. Questo corallo si incontra sovente su secche rocciose, generalmente situate in fondi detritici o fangosi, in genere al di sotto o intorno ai 100 metri di profondità e sino ai 2-300 metri. Nell’Oceano Atlantico, questo cnidario è segnalato per le coste dell’Western Sahara e in Francia (Golfo di Biscaglia). A parte quelle citate di seguito, non sembrano esserci altre osservazioni per il Mar Mediterraneo, ma con molta probabilità quest’organismo potrebbe essere diffuso anche in molte altre zone oltre quelle tirreniche. Dati non confermati sono relativi alle acque di Grecia, Spagna e Portogallo. In Italia questo organismo sembra essere relativamente diffuso nel Mar Tirreno Centrale e Meridionale, come nei fondali dell’Isola di Montecristo e in quelli del Golfo di Napoli. I coralli neri americani, di specie simili a questa, hanno rischiato l’estinzione per motivi di prelievo eccessivo. Venivano e sono utilizzati per realizzare gioielli e ornamenti e oggi il prelievo è consentito, ma contingentato e controllato. Nel Mar Mediterraneo la scarsa importanza commerciale delle specie presenti le ha salvaguardate dal prelievo diretto, tuttavia hanno subito danni forse
maggiori a causa della pesca a strascico che arando il fondale ha distrutto moltissime e importanti colonie. In alcune zone di fondale misto, ricco di grandi rocce e pericoloso per le reti da pesca, le colonie si sono salvate. L’aspetto di questa specie, simile ad uno scovolino, la rende di fatto inconfondibile con le altre specie di coralli di profondità.
Potrebbe capitare di trovare questi coralli negli scarti della pesca. Per la loro determinazione può essere necessario un esperto e caratteri determinanti, vista la veloce degradazione dei tessuti molli, possono essere la distribuzione e la forma delle spine lungo l’asse scheletrico. controllata da un esperto dello specifico gruppo sistematico cui appartiene la specie descritta.
🧬Classificazione
Nome Comune
Parantipathes Larix
Nome Scientifico
Parantipathes Larix
Categoria ASPIM
cnidari
Segnalazioni ASPIM
0 avvistamenti registrati
Stato di Protezione
Specie in pericolo
Contribuendo al monitoraggio aiuti il Regno di Nettuno a diventare un'Area Specialmente Protetta (ASPIM).
Vuoi fare di più?
Diventa socio di Io Respiro Mare e partecipa alle missioni di ricerca sul campo.
Scopri come associarti →Altre specie simili
Esplora altre specie marine protette della categoria cnidari